Lubiana non è Budapest: la Corte costituzionale frena il governo

Pubblicato su East Journal

18/04/2020

L’intervento della Corte costituzionale slovena, nella tarda mattinata di venerdì 17 aprile, non è stato un fulmine a ciel sereno, ma ha marcato la vera linea di confine tra Budapest e Lubiana: tra i “pieni poteri” in salsa ungherese e lo stato di diritto.

Foto: rtvslo.si
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È l’Ungheria il vero malato d’Europa?

Pubblicato su East Journal

31/03/2020

Houston – o meglio – Bruxelles, abbiamo un problema. In realtà, il problema – l’Ungheria – è noto da tempo, ma lunedì 30 marzo ha raggiunto dimensioni senza precedenti nella storia del processo di integrazione europea. Dimensioni tali da ottenere l’attenzione dei media occidentali, nonostante tutto il mondo sia alle prese con gli effetti devastanti della pandemia di Covid-19.

Viktor Orbán in una foto d’archivio (Elekes Andor)
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Può un sindaco raccogliere segnalazioni su «insegnanti di sinistra»?

Gorizia, 06/08/2019

Dallo scorso giovedì 1 agosto il sindaco di Monfalcone Anna Cisint (Lega) sta facendo molto discutere per via di una serie di dichiarazioni sui social e a mezzo stampa in cui, oltre a lamentarsi della supposta presenza eccessiva di insegnanti di sinistra nella scuola pubblica, ha proposto l’istituzione di «un servizio di ascolto» – individuato nella figura già esistente del Garante per i diritti dell’infanzia e l’adolescenza – «per i nostri giovani, i genitori e gli insegnanti». L’intenzione sarebbe quella di raccogliere in chiave anonima le segnalazioni relative a insegnanti che critichino in classe «le ordinanze del sindaco», o che esprimano forme di «odio verso il ministro Salvini» e esponenti della Giunta comunale.

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Se la politica pretende di fare la storia

Il 26 marzo scorso il Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia ha approvato una mozione con cui si è voluto attaccare direttamente l’Istituto regionale di Storia della Resistenza del FVG (Irsrec). La mozione 50/2019, infatti, non solo marchia l’istituto come «riduzionista», in merito alla questione delle foibe e dell’esodo dei giuliano-dalmati italiani, ma gli nega pure i finanziamenti, che costituiscono la sua principale fonte di sostegno economico. La grave colpa di cui si sarebbe macchiato l’Irsrec sarebbe stata quella di non aver accettato la definizione di «pulizia etnica», come, invece, genericamente adottata da varie associazioni di esuli della Dalmazia e della Venezia Giulia e dalla storiografia faziosa delle destre.

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